Letizia Battaglia

“Amore amaro”

LETIZIA BATTAGLIA

“Amore Amaro” è un documentario che racconta da vicino la vita e il lavoro di Letizia Battaglia, una delle fotografe più importanti della storia italiana.

Attraverso il suo racconto diretto, il film accompagna lo spettatore dentro un percorso fatto di immagini, ricordi ed esperienze che hanno segnato profondamente il suo modo di guardare il mondo.

Palermo è lo sfondo costante di questa storia: una città complessa, amata e dolorosa, che Battaglia ha fotografato per decenni senza filtri né compromessi. Le sue immagini parlano di cronaca, di violenza, ma anche di persone comuni, di donne, di bambini e di una quotidianità spesso invisibile.

Il documentario mostra come la fotografia, per Letizia Battaglia, non sia mai stata solo una professione, ma una scelta di vita. Amore Amaro invita a riflettere sul potere delle immagini e sul ruolo del fotografo come testimone attivo della realtà.

Letizia Battaglia (Palermo, 1935 – 2022) è stata una delle fotografe italiane più conosciute e influenti a livello internazionale. Ha iniziato a lavorare come fotoreporter all’inizio degli anni Settanta per il quotidiano L’Ora di Palermo, raccontando con le sue immagini una Sicilia segnata dalla violenza mafiosa ma anche da una profonda umanità. Le sue fotografie, dirette e prive di artifici, documentano scene di cronaca, luoghi e persone comuni, con una particolare attenzione ai volti delle donne e dei bambini. Battaglia ha sempre considerato la fotografia come uno strumento di testimonianza e responsabilità civile, capace di dare voce a chi spesso resta ai margini.
Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il W. Eugene Smith Grant per la fotografia umanistica e l’Infinity Award dell’International Center of Photography di New York, che l’ha consacrata come una delle figure più rilevanti del fotogiornalismo mondiale.
Le sue opere sono state esposte in importanti istituzioni e musei internazionali, tra cui il Museum of Modern Art (MoMA) e l’International Center of Photography di New York, il Centre Pompidou di Parigi, oltre a musei e spazi espositivi in Italia come il MAXXI di Roma. Le sue fotografie fanno parte di collezioni pubbliche e private in tutto il mondo.
Accanto al lavoro fotografico, Letizia Battaglia è stata attiva anche nel panorama culturale e sociale, promuovendo progetti editoriali e artistici e impegnandosi nella vita pubblica della sua città. Il suo archivio rappresenta oggi una testimonianza fondamentale per chi studia la fotografia come linguaggio di memoria, impegno e racconto della realtà.


Carlo Verdelli

“Il diavolo in tasca”

CARLO VERDELLI

Un magistrale reportage narrativo, in forma di pamphlet, che lancia un grido d’allarme sulla dipendenza da cellulare e sulle conseguenze del capitalismo digitale.

Una dodicenne partecipa a una sfida lanciata sui social, va a scuola con una borraccia piena di vodka e finisce in coma etilico. Un bambino, scrollando TikTok, si imbatte in un gioco che consiste nel prendere piú pastiglie di paracetamolo possibile e finisce in ospedale. La maestra di una scuola elementare muore in un incidente stradale causato dall’autista del pullman su cui viaggiava: l’uomo, invece di guardare la strada, digitava sul cellulare. Attraverso storie come queste a tratti scioccanti, Carlo Verdelli racconta una rivoluzione, quella dei telefonini e delle loro applicazioni, che sta modificando nel profondo tanto gli adolescenti quanto gli adulti. E della cui pericolosa enormità – anche per le ingerenze della tecnologia nella politica – nessuno sembra volersi occupare.
«La realtà è che il cellulare inteso come smartphone è un carcere senza sbarre e noi ci siamo dentro. Prendere consapevolezza che il problema esiste è già un buon punto di partenza».

Carlo Verdelli è editorialista del «Corriere della Sera». È stato il primo direttore editoriale per l’offerta informativa nella storia della Rai. Inoltre, vicedirettore di «Epoca» e del «Corriere della Sera». Ha diretto «Sette», «Vanity Fair», «Oggi», «La Gazzetta dello Sport» e, fino al 23 aprile 2020, «la Repubblica». Ha pubblicato I sogni belli non si ricordano (Garzanti 2014), Roma non perdona. Come la politica si è ripresa la Rai (Feltrinelli 2019) e Acido. Cronache italiane anche brutali (Feltrinelli 2021). Per Einaudi, ha pubblicato Il diavolo in tasca. Genitori e figli prigionieri del telefonino (2026).


Daniel Lumera seduto su un divano

“Scegli la tua vita”

DANIEL LUMERA

C’è una domanda che, prima o poi, bussa silenziosa al cuore di ogni essere umano: chi sono davvero quando non recito un ruolo? Quando non inseguo ciò che gli altri si aspettano?

Abbiamo imparato a vendere il nostro tempo, a sacrificare sogni, passioni, intuizioni, per avere in cambio l’impressione di sicurezza, approvazione, stabilità, successo e riconoscimento. Ma qual è il prezzo che stiamo inconsapevolmente pagando?
Nella millenaria tradizione indovedica lo svadharma rappresenta la vera natura di sé, la propria legge naturale. Corrisponde all’unicità che ci contraddistingue, all’eresia di ciascuno, alla natura essenziale che la vita manifesta attraverso ognuno di noi. Quando non viene soffocata, può dirigere le proprie attitudini sociali, professionali, artistiche, tecniche, spirituali. E da essa dipendono la nostra felicità e il nostro benessere.
Daniel Lumera affronta nel suo nuovo libro il tema profondo della vocazione, del proposito e del significato della propria vita facendo incontrare e interagire l’intuizione, l’ispirazione e la prospettiva spirituale, la spiegazione razionale e quella scientifica, il racconto di storie esemplari e l’esercizio pratico. Il suo è un invito a riconoscere e scegliere la vita che ci appartiene realmente. Un viaggio che intreccia scienza, psicologia e antica saggezza, parola scritta e silenzio interiore. Con l’intento di dare spazio alla nostra voce più autentica. Quella voce che, se ascoltata, ci ricorda che siamo nati per fiorire.

Daniel Lumera, biologo naturalista, research fellow in Sociologia dei processi culturali e comunicativi, è docente e riferimento internazionale nell’area del benessere e della meditazione. Ideatore del metodo My Life Design®, è fondatore dell’International Kindness Movement, volto a promuovere i valori di gentilezza, pace e cooperazione a livello globale, e di La Lumera O.d.V., che declina il metodo in progetti ad alto impatto sociale, con l’obiettivo di diffondere un nuovo paradigma di benessere e trasformazione personale, relazionale e collettiva. È autore di numerosi bestseller e cura per «7», settimanale del «Corriere della Sera», la rubrica 7 Respiri. Con Solferino ha pubblicato Fermati e respira (2024).

(Foto Laura Ginés Ruiz)

Al termine dell’incontro Daniel Lumera proporrà ai partecipanti un momento di pratica meditativa. Seguirà firma copie.


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Stefania Auci Foto di Yuma Martellanz

“L’alba dei Leoni”

STEFANIA AUCI

Un nuovo capitolo della storia della famiglia Florio. 
La saga che ha appassionato oltre 1 milione e mezzo di lettori in Italia.

Li abbiamo visti arrivare dal nulla, e dal nulla costruire un impero.
Abbiamo visto il loro impero crescere e poi farsi cenere.
Abbiamo visto la struggente parabola della famiglia che per un lungo istante ha illuminato il mondo, ma non ne abbiamo mai visto l’inizio.
Questo è l’inizio.

Bagnara Calabra è un pugno di terra rubato alla montagna, stretto tra rocce e mare. Scuro, compatto, chiuso. Ma è così, ed è la casa della famiglia Florio. Niente è facile, per loro, ogni cosa deve essere difesa con fatica e determinazione: dalla forgia di Vincenzo, uomo duro come il ferro che lavora, all’amore che Rosa, sua moglie, ha per i tanti figli che ha avuto e per i tanti che ha perso. Una vita fondata sull’orgoglio del proprio nome, sulla certezza che il presente è, insieme, un’eco del passato e la promessa del futuro. Almeno finché non arriva il destino a spezzare quei fili che sembravano così saldamente intrecciati: prima la fuga di un figlio, ribelle e sognatore, e la sua scoperta che la libertà è esaltante, ma si paga a caro prezzo; poi la natura, più matrigna che madre, che in pochi istanti sgretola case, uomini e speranze; e infine un sogno nuovo, lontano da Bagnara, in un’isola dove ci sono soldi e potere…
Perché, nel 1799, quando Paolo e Ignazio Florio arrivano a Palermo, non sanno quale sarà il loro destino, ma sanno cosa sono stati. Hanno lottato contro un padre che li voleva schiavi, contro la disperazione di chi ha perso tutto, contro le ombre delle persone amate e perdute. Una consapevolezza che segna l’intera storia dei Florio, dall’inizio alla fine. E questo è l’inizio.
Questa è l’alba dei Leoni di Sicilia.